sabato 28 dicembre 2013

In una famiglia le sorti del mondo


Fuggi in Egitto! Perché l’angelo co­manda di fuggire, senza garantire un futuro, senza indicare la strada e la da­ta del ritorno? Dio interviene così: non ti pro­teggedall’esilio, ma dentro l’esilio; non ti cu­stodisce dalla notte, ma dentro la notte.
  Quella vicenda di persecuzioni, quella sto­ria di fuggiaschi ricercati a morte è la storia di milioni di famiglie ancora oggi. Non vi tor­na in mente la fuga in Egitto di Giuseppe con Maria e il Bambino ogni volta che una fami­glia straniera bussa alla nostra porta e chie­de aiuto? È storia sacra che si ripete: sacra è la vita, più sacra ancora la vita perseguitata. Mille Erodi ancora oggi emanano morte. E­rode però viene giocato dai Magi e da Giu­seppe, perché c’è Qualcuno che veglia anche nella notte, anche quando noi dormiamo, è nel nostro profondo ed ecco che l’uomo giu­sto ha gli stessi sogni di Dio. Che tuttavia in­dicano davvero poco, una direzione verso cui partire, che hanno tanta luce quanta ne serve al primo passo. Poi tocca a Giuseppe studiare la strada. Tocca a noi scegliere gli i­tinerari più sicuri, misurare la fatica dei più
 deboli e portarli se necessario. 
 Giuseppe prese il bambino e sua madre e fuggì in Egitto.
 Le sorti del mondo si decidono den­tro una famiglia, le cose decisive - oggi co­me allora - accadono dentro le relazioni e gli affetti, cuore a cuore, nello stringersi amo­roso delle vite. Nel coraggio quotidiano di moltissime persone, innamorate e silenzio­se, fioriscono creature che faranno fiorire la storia.
  La vocazione alla famiglia è santa, quanto quella di una monaca di clausura o di un missionario. Perché è vocazione ad amare, e ogni amore fa tutt’uno con il mistero di Dio.
 
 Giuseppe
 rappresenta tutti gli uomini che prendono su di sé il peso della vita di un al­tro, senza contare fatiche e senza accumu­lare rimpianti; quelli che senza proclami e senza ricompense, in silenzio, fanno tutto ciò che devono fare, semplicemente. So­gnatori e concreti, disarmati eppure più for­ti di ogni Erode. Maria incarna tutte le madri, che sono tutte, come lei, benedette; quelle che non dicono mai 'basta' all’amore che il bambino esige giorno e notte. Maria è tutte le donne che in­ventano risorse di intelligenza e di forza per farlo crescere.
  E quel Bambino
 non toccato dal male è tut­ti i bambini, dove il solo fatto di esistere è già un’estasi ( E. Dickinson) una vertigine. I bam­bini ti chiamano a conversione, danno ordi­ni al futuro buono del mondo. Nel loro sguar­do c’è tutta l’eternità che ci attende.
  Un ultimo pensiero va a chi vive sulla pro­pria pelle un fallimento matrimoniale o fa­miliare: non temete! Dio ha anche per voi progetti di amore e di gioia, di luce e di vita. Scopriteli, con fiducia.
 Ermes Ronchi

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