sabato 28 dicembre 2013

CAMMINANDO CON I GIOVANI


L'amore è un dono senza fine
I giovani hanno bisogno di riscoprire un'autentica cultura di impegno, che li accompagni verso il futuro. Di Carlo Climat

Esiste, forse, qualcosa di più importante al mondo dell'amore? Eppure, negli ultimi anni, i giovani sono stati bersagliati da una non-cultura che tende a ridurre questo stupendo sentimento ad una dimensione egoistica, superficiale, priva di senso.
Per accorgersene, basta dare un’occhiata a certi programmi televisivi o leggere certe riviste per ragazzi. Si parla sempre meno d’amore e sempre più di sesso. Si moltiplicano i cosiddetti “esperti di sessualità”, che dovrebbero avere il compito di dare risposte agli interrogativi degli adolescenti.
Ma quali sono queste risposte? In molti casi si tratta di banalizzazioni, di affermazioni senza etica in cui il rapporto personale tra due persone sembra ridursi ad una forma di “ginnastica”.
Nella concezione di certi “esperti”, noi non sembriamo più esseri umani, ma soltanto corpi. Così, per definire l’altro, si utilizzano parole sempre più vuote e non impegnative, come “partner” o “compagno”.
Certi linguaggi televisivi, in fondo, hanno proprio questo obiettivo: privare l’amore di ogni significato più profondo ed eliminare qualunque accenno al futuro, allo sforzo, all’impegno, alla progettualità.
Non a caso, in alcuni telefilm americani, vengono proposti modelli di vita assolutamente distorti: i soliti studenti del college che bruciano un rapporto dietro l’altro, senza mai unirsi stabilmente.
Certi personaggi non amano. Non si impegnano mai. Preferiscono collezionare “storie”, “episodi”, “parentesi” momentanee.
Oggi la bionda, domani la mora. E così via.
Le conseguenze di simili spettacoli sono disastrose. Il messaggio che viene trasmesso al giovane telespettatore, di fatto, è questo: “Se vuoi essere qualcuno, devi assomigliare al protagonista del telefilm. Alla tua età non hai ancora fatto sesso? Che cosa aspetti?”
“Fare sesso” è un’altra espressione bieca e spoetizzante, che oggi va molto di moda. Ma ce ne sono tante altre. La più ingannevole, senza dubbio, è “il sesso sicuro”. Un’altra trappola per indottrinare i giovani.
Il messaggio che si cela dietro questa espressione è chiaro: “Vuoi continuare a praticare il sesso in modo egoista e disordinato? Va benissimo! Però, non dimenticare la protezione del profilattico”.
E qui sta l’inganno. Non esiste la sicurezza assoluta, al cento per cento, nell’uso di certe “protezioni”. I rischi di contrarre malattie come l’Aids o di gravidanze indesiderate non si possono escludere del tutto.
Proviamo a spiegarlo con un esempio. La cintura di sicurezza ed il casco sono sicuramente strumenti utili, che possono contribuire a limitare i danni in caso di incidenti stradali. Ma non possono rappresentare una completa soluzione al problema. La vera soluzione sta nella prudenza e nella correttezza di chi guida l’automobile o la moto, rispettando i limiti di velocità e le regole del codice.
Lo stesso discorso vale per i rapporti umani. L’unica, vera maniera per combattere l’Aids ed evitare gravidanze indesiderate è quella di promuovere un’autentica cultura dell’amore, anche a costo di pronunciare parole che oggi sembrano suscitare scandalo, come “verginità”, “purezza” o “castità”.
In fondo, la vera “malattia” da curare è proprio questa: la fuga da ogni sforzo, la voglia di non assumersi responsabilità. Se arriva un figlio indesiderato, lo si elimina con l'aborto. Se un rapporto diventa troppo impegnativo, si scappa via. Se l’amore vero richiede sacrifici ed impegni, meglio dedicarsi ai rapporti “usa e getta”.
Di conseguenza, l’amore tra due persone non è più un bellissimo dono, ma uno squallido prestito. Si riduce ad un misero contratto a tempo determinato, dal quale scappare quando si presentano i primi sforzi da affrontare. Non a caso, negli ultimi anni, si è parlato di introdurre sempre di più la possibilità di praticare “divorzi-lampo”, per accelerare la fuga dal matrimonio.
Alla base di certe distorsioni mentali c’è un problema più profondo: l’assenza di un’autentica cultura di considerazione del valore dell’altro. La sfida controcorrente da proporre ai giovani è quella suggerita da Gesù: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. E’ da qui che bisogna ripartire. Zenit.org)

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