domenica 30 aprile 2017

Esercizi Fraternità CL Appunti Domenica 30 aprile 2017

Il mio cuore è lieto perché Tu, Cristo, vivi!
Domenica mattina. Domande/ Risposte
Esercizi della fraternità di Comunione e Liberazione, 28/30 Aprile 2017
(Appunti personali)
Canzoni: La canzone della Bassa, Cry no more, Se tu non fossi qui.
Se tu non fossi qui
povera me sarei una cosa morta
una candela spenta, una donna inutile (Mina)
Don Carrón: Buon giorno a tutti!
Davide: gratitudine, con questa parola possiamo riassumere tante delle 1200 domande che abbiamo ricevuto! Le abbiamo letto tutte. Per fortuna non risponderemo a tutte una per una. Gratitudine viene da grazia. Gratitudine per il dono che ci è stato fatto in questi giorni. Possiamo vedere con gratitudine cosa ha fatto Cristo con la nostra vita. La domanda più importante: chi sei tu, Cristo? Venite a vedere, è stata la risposta (cfr. Vangelo di san Giovanni)! Il carisma è stato donato per tutta la Chiesa, ci ha ricordato il cardinal Menichelli ieri. Cosa è successo all’inizio del nostro carisma? Abbiamo potuto incontrare il volto di Cristo nei suoi tratti umani. Nelle domande espresse c’era il desiderio di non perdere questa bellezza, di mettersi al lavoro. Sul rapporto libertà e salvezza, convergevano tante domande. Cosa intendi per salvezza?
Don Carrón: La salvezza non è lontana dalla nostra vita, ma la cosa più vicina. La cosa più grande della nostra vita: Dio ha vinto la lontananza. Ciò che riguardava solo il futuro si è reso presente. Per questo siamo qua. Se diciamo che la salvezza è lontana dobbiamo crescere nella consapevolezza del come la salvezza è cominciata ad entrare nelle viscere della nostra vita. La salvezza rende la vita oggi piena di vita, come si vede nei canti. Questi canti testimoniano la presenza della salvezza: non piangere più per il no che hai detto all’amore, eri schiavo ed ora sei figlio (Cry no more). Quando sentiamo lontano ciò, allora tutto il resto diventa più attuale. Di cosa possiamo dire le cose che dice Mina? Le possiamo dire di Cristo. Il Vangelo non fa una definizione della salvezza, ma la fa accadere. Ripensiamo a Zaccheo: aveva una curiosità per chi era capace di rispondere a tutto in lui (inadeguatezza, sbagli). I soldi non gli avevano dato la vicinanza della salvezza. Ciò che accade lo libera da ciò che era il suo dio: il denaro. Gesù dice: oggi è entrata la salvezza in questa casa. La salvezza per lui era vicina. Quanto più è desto il dramma del vivere, tanto più è facile riconoscere la salvezza. Tanto più Zaccheo è contento, l’Innominato piange a dirotto. Se chiediamo cosa intendi per salvezza ciò significa che abbiamo conservato la parola, staccata dal vivere, come ci diceva Giussani. Abbiamo le parole ma sono staccate dal fondamento umano. Dobbiamo aprirci. Se no le parole sono solo discorso, una logica. Dobbiamo guardare Zaccheo. Tutto nasce da lì, li si trova la connessione di tutto. Così possiamo vedere tutto in modo positivo! Sono lieto perché Tu Cristo vivi.
Davide: Come comportarci con persone bloccate anche dopo l’incontro? Come stare di fronte all’altro, se per esempio quello è tuo marito? Come rispettare la libertà di un figlio che diventa solo, isolato, triste?
Don Carròn: domandate la grazia, ma i ritmi di Dio sono diversi e gli altri sono liberi di accettare o meno la grazia. Queste domande testimoniano la difficoltà del vivere al cospetto della libertà. Dobbiamo immedesimarci con Dio. Quale trepidazione di Dio nei confronti dei nostri tentativi. Corri rischi quando crei uno libero. Perché Dio malgrado tutto questo non odia la nostra libertà e non la cancella dalla faccia della terra, ma la ama e ci dimostra che ogni volta l’ama di più? Come tu ami la libertà del tuo figlio anche quando è testardo come un cavallo. Devi tirare fuori tutta la forza dalle tue viscere, per aver pazienza in certe situazioni. Noi però a differenza di Dio odiamo la libertà. Domando spesso a persone che mi raccontano cose simili: non ti puoi immaginare che il tuo figlio può arrivare secondo un disegno che non è quello che hai in testa al suo destino voluto da Dio? Potresti mettere la mano nel fuoco nel dire che il cammino al destino del tuo figlio che non sia quello che hai in testa non può essere quello vero? Cosa fa Dio? Egli si rende vicino. Invece di spaccarlo contro il muro, lo aspetta e lo guarda di nuovo. Così come fai tu. Perché è tuo figlio. Dio invece di odiare la nostra libertà si è fatto uomo. Una presenza più affascinante di farsi i cavoli nostri. Zaccheo aveva sentito parlare di un Dio ridotto a regole, ma poi Dio entra nella sua cosa come presenza. Come possiamo di stare di fronte ai nostri figli, come Gesù è entrato in caso di Zaccheo? Come guardare le persone che amiamo proprio quando si fa fatica. Come essere presenza per il vostro marito o moglie? Gesù è entrato in casa di Zacheo senza forzatura, disarmato. Per non soccombere alle paure ci vuole una certezza grande. Gesù ha la certezza e bussa ancora e ti abbraccia e ti guarda di nuovo. Aspettando e mendicando la tua libertà. Senza ricattato dei tuoi capricci, ma senza cedere all’odio della libertà. Così si comincia ad amare la libertà degli altri proprio per la certezza che Gesù ha portato nella nostra vita. Perché tutto è già vinto! Noi siamo figli di uno che è risorto! La vittoria è già accaduta. Ma ci vorrà del tempo perché questa vittoria venga accolta. Gesù si abbandona al disegno di un altro, fino al fondo. Se non abbiamo questa certezza tiriamo la spada come Pietro. E Gesù: ma sei scemo non sai che ho legione di angeli? Gesù: perdona perché non sanno cosa fanno. Certezza del Padre! Dalla certezza del Padre il perdono!
Davide: di fronte alla mia umanità mi viene una grande paura.
Don Carrón: La cosa più strepitosa nel mio incontro con il Movimento era l’essere preso sul serio nella mia umanità. Uno che abbracciava me come ero. Negli altri se andiamo oltre certi limiti quasi tutti si stancano. Con Giussani ho sentito come sia umana la mia umanità. Non è un problema del lavoro, è una questione di amore. Guardare con simpatia la mia umanità vuol dire guardarla come Dio l’ha fatta. Neanche il peccato originale impedisce che la nostra umanità riconosca ciò che lo corrisponde. Il peccato non ha distrutto la mia umanità. Il fatto che siamo qua vuol dire che questa nostra umanità è fatta bene e solo se noi impariamo a guardarla così la guardiamo con simpatia, perché mi permette di vedere Cristo, nonostante tutte le cagate che possiamo fare. L’umanità è fatta per essere riempita dalla sua presenza. Con Giussani ho capito perché avessimo l’umanità così come l’abbiamo. Anche se ho fatto cagate, Giussani mi amava. Devi guardarti come ti guardo io, devi imparare a guardarti bene. Devo imparare lo sguardo di tenerezza e simpatia di Gesù. Gesù non si incastra nelle nostre riduzioni. C’è sempre una struttura umana, un cuore che attende Gesù. Non dobbiamo avere paura. è apparso uno sulla faccia della terra che mi insegna a guardare tutto senza scandalo. Anche uno sguardo, uno tra ventimila ti può insegnare a guardare la tua umanità.
Giussani parlava a voi tutti, ma parlava a me! Tutto è pubblico! Perché tutto è vero. Per questo possiamo guardare tutto con una passione per l’umanità.
Davide: quando non siamo volontaristi?
Don Carrón: basta vedere come nascono le cose. Quando nascono dal di dentro non sono uno sforzo volontaristico. Quando vi innamorate basta che uno guardi, non deve fare uno sforzo volontaristico. Perché vai allo stadio, se può guardare anche la partita nella televisiione. Si fa più fatica andare alla stadio (non dico la squadra, perché non cominci la bagarre), ma non è questione volontaristica. Chi non fa nulla, non ama nessuno. Quando manca l’amore nasce un lavoro esterno, uno sforzo volontaristico. Il non resistere è un abbandono, è un cedere ad un amore. Quanto tempo abbiamo bisogno ad arrenderci. Ciascuno deve compiere la sua parte. Dio non da risposte in anticipo.
Davide: la povertà come virtù. Esperienza vertiginosa.
Don Carrón: quando guardiamo la vulnerabilità senza passione la guardiamo in modo sbagliato. Il nostro ideale è non essere vulnerabili. Noi percepiamo la salvezza senza desiderio e senza povertà. Sempre più ritorniamo oggi a prima del cristianesimo, come si è espresso un filosofo. Sottolineare la struttura del desiderio è cosa troppo pericolosa. Dobbiamo abbassare i desideri. Giornalista spagnola: dobbiamo accontentarci di un po’ di meno, dobbiamo ritornare a prima del cristianesimo. Non trovando una risposta l’unica alternativa che ha l’uomo è abbassare i desideri. L’unico che salva il desiderio è Cristo. Meno male che hai questi desideri. Cristo ti risveglia tutta la tua povertà originale. Vuoi perdere la nostalgia della persona che ami? Solo Cristo è Colui che rende presente tutto. L’unico in grado di salvare il desiderio umano senza ridurlo è Cristo. L’alternativa è la censura. Ma si può davvero ridurlo il desiderio? Provate. Quando avete provato tutto, ricordatevi che c’é un’altra alternativa: Gesù.
Davide: Desideri e possedere le cose in modo diverso e distaccato.
Don Carrón: una domanda che è emersa anche negli esercizi del CLU. Una ragazza l’aveva posta. Quando ti sei innamorata sono esaltati i desideri, i progetti o no le ho chiesto? Quanto più entra Cristo e tutto diventa avvenimento. Non dobbiamo negare nulla. Semplicemente che Cristo mi riempie il cuore con così grande sovrabbondanza che sono libero anche nel cospetto di tutti i progetti. Metto le mani in pasta con affezione e desiderio, ma sono libero. Perché non dipendo da questo per essere contento. Questo si vede anche nel lavoro. Nel mondo pagano il lavoro era una cosa per schiavi e senza valore. Chi lo poteva non lavorava. Cristo ha messo un sguardo nuovo sul lavoro come partecipazione all’opera di Dio. La povertà ci fa amare il lavoro. Solo attraverso l’amore ci si libera dal nostro ombelico, dal nostro egoismo. Lavoro come superamento dell’egocentrismo. Qui abbiamo una libertà! Quando Cristo entra nella nostra esperienza è ciò che ci fa mettere tutto se stesso in quello che fai, ma rimani libero. Questo è fondamentale. Se non sei libero allora prendi la consistenza dal tuo lavoro particolare come unica possibile consistenza. Come accompagnare la gente che perde il lavoro? Devono cambiare l’immagine che hanno di se stessi, fissata su un immagine che attraverso il lavoro hanno di se stessi.
Davide: domanda sui gesti che facciamo insieme? Come proporli? Come scegliere un gruppetto?
Don Carrón: Non possiamo lasciare indietro la nostra umanità anche quando siamo in una cattiva situazione. La fraternità ci aiuta a camminare. Pregare le Lodi in modo distratto o presente a ciò che prego, sono due alternative, come il vivere formalisticamente la fraternità o il viverla in modo vivo. Siamo un anfora vuota. Noi entriamo nei gesti meccanicamente, velocemente. Ci andiamo ai gesti „senza di noi“ e ciò non cambia nulla. Se uno si prendesse mezzo minuto per farci parte non meccanicamente, allora si vedrebbero i cambiamenti. Pregare l’Angelus con questa consapevolezza. Lo stesso vale per la fraternità: viverla con consapevolezza. Come mi rendo conto se la sto vivendo con consapevolezza? Se mi aiuta. Nella fraternità non dobbiamo parcheggiare la nostra umanità. Per questo sono partito con il testo di Peguy sulla libertà. Siete contenti nel vostro gruppo? Non lo decido mica io se siete contenti con il vostro gruppo di fraternità. Scegliere è un riconoscimento. Non abbiamo deciso a tavolino cosa corrispondeva al nostro cuore. È stata un’obbedienza interna. Il gruppetto di fraternità giusto è quello chi ti aiuta di più: Non deve mandarvi un angelo a chiarirlo e non lo dovete chiedere a me. Buon lavoro a tutti.
Avvisi di don Carrón: informazioni economiche. Il fondo comune è in discesa. Lettura di lettere, per esempio di persone che si sono perse per strada, che sono sole, o persone che hanno pochi soldi. Per questo bussiamo alle vostre porte, non ci scandalizziamo della distrazione. Il fondo comune non è una questione di quantità, ma di fedeltà. Lo scopo: costruire l’opera che è il movimento. Da qui sostegno anche ad altre iniziative. Fondo comune per non dimenticare il punto sorgivo della gratitudine. Un amico del Venezuela, Alessandro non li ha voluti soldi che gli avevano offerto in Italia , ma ha chiesto di mandarli al fondo comune della fraternità. Il fondo comune è educazione all’appartenenza. Questo gesto è personale. Nel caso di Alessandro del Venezuela ne daremmo molto di più di soldi di quelli che ha rifiutato. Si tratta di capire e collegare le cose. Alessandro ha fatto il giusto collegamento a Cristo.
Si decisa la compera di una nuova sede di CL a Milano.
Meeting di Rimini, 2017: quello che tu erediti dai tuoi padri, devi riguadagnartelo, per possederlo. Meeting è un raro spazio di dialogo. Provocazione per noi tutti. Anche il meeting dobbiamo riguadagnarcelo, per possederlo davvero.
Roberto Fontolan sul nuovo sito di CL: Home page e Social: Facebook, Twitter, Instagram (per i giovanissimi), YouToube. Dialogo e interessi condivisi. Senso del nuovo sito: scoperta e riscoperta del carisma. Più l’avvio di nuove amicizie. Nel sito anche Tracce. Il nuovo sito e la presenza nei Social è una vita appena cominciata. Usatelo e fateci sapere. Newsletter. Usare il metodo del link e normalmente e non solo copiare, in modo che si visiti il nuovo sito. Collaborare attivamente. Compito di tutti. Fotografie, video e testi. Tutto l’archivio di Tracce nel sito. Importanza dell’abbonamento a Tracce per sostenere questo nuovo cammino. Costi significativi. Primo aumento dopo l’avvento dell’Euro (piccolo). Cosa vogliamo? Un aiuto a vivere l’esperienza e l’opportunità che la nostra esperienza venga amata sempre di più!
Telegramma al Santo Padre: 22.000 persone a Rimini. Ci siamo confrontati con la sua lettera sulla povertà. Grazie per il suo viaggio in Egitto. Etc.
Alcune frasi complete:
* La salvezza è questo sguardo positivo su tutto, che ci va vedere tutto con positività .
* Non sempre i disegni di Dio corrispondono ai nostri, per questo noi resistiamo.... la libertà è anche questo; ma Dio ama la nostra libertà, noi invece odiamo la libertà e vorremmo che le cose accadessero secondo il nostro disegno, per questo fatichiamo davanti alla libertà dei nostri cari.
* Davanti alla nostra libertà, Gesù ti abbraccia e ti perdona e ti accoglie di nuovo, invece noi non abbiamo certezza, per questo odiamo la libertà.
( anche questi appunti non sono ufficiali, sono stati scritti ascoltando don Carrón parlare e rivisti velocemente nel momento della riflessione personale)
Roberto Graziotto

2 commenti:

Sigra GIUSEPPINA ELEONORA ha detto...

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