giovedì 4 settembre 2014

Aforisma di giovedì 4 settembre 2014

“Trova un minuto per pensare, trova un minuto per pregare, trova un minuto per ridere.”

 Madre Teresa di Calcutta
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Paraluìs, da uno striscione della partita della pace (1-9-2014): "Non é bello ciò che é BELLICO, ma é bello ciò che é PACE". 
Don Carlo

mercoledì 3 settembre 2014

Aforisma di mercoledì 3 settembre 2014

“Non disperare se non trovi Dio e pensi che non ti ascolti, lui ti troverà di certo e sta pensando al meglio per te. Continua nella ricerca e tieni il cuore aperto.”  

Alberto degli Entusiasti
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Paraluìs, da anonimo contemporaneo: "Una persona non é mai sola se sa resistere". 
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Don Carlo

martedì 2 settembre 2014

Lo Spirito dà l'autorità a un cristiano, non la laurea


L’autorità del cristiano viene dallo Spirito Santo, non dalla sapienza umana o dalle lauree in teologia. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Pontefice ha quindi ribadito che l’identità cristiana è avere lo Spirito di Cristo, non lo “spirito del mondo”.
La gente era stupita dell’insegnamento di Gesù, perché la sua parola “aveva autorità”. Papa Francesco ha preso spunto da questo passaggio del Vangelo odierno per soffermarsi proprio sulla natura dell’autoritàdel Signore e, conseguentemente, del cristiano. Gesù, ha constatato, “non era un predicatore comune”, perché la sua “autorità” gli viene dall’“unzione speciale dello Spirito Santo”. Gesù, ha proseguito, è “il Figlio di Dio unto e inviato” a “portare la salvezza, a portare la libertà”. E alcuni, ha annotato, “si scandalizzavano” di questo “stile di Gesù”, della sua identità e libertà:
“E noi possiamo domandarci quale sia la nostra identità di cristiani? E Paolo oggi lo dice bene. ‘Di queste cose – dice San Paolo – noi parliamo non con parole suggerite dalla sapienza umana’. La predicazione di Paolo non è perché ha fatto un corso alla Lateranense, alla Gregoriana… No, no, no! Sapienza umana, no! Bensì insegnate dallo Spirito: Paolo predicava con l’unzione dello Spirito, esprimendo cose spirituali dello Spirito in termini spirituali. Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: l’uomo da solo non può capire questo!”
E per questo, ha ripreso, “se noi cristiani non capiamo bene le cose dello Spirito, non diamo e non offriamo una testimonianza, non abbiamo identità”. Per loro, ha proseguito, “queste cose dello Spirito sono follia, non sono capaci di intenderle”. L’uomo mosso dallo Spirito, invece, “giudica ogni cosa: è libero, senza poter essere giudicato da nessuno”:
“Ora, noi abbiamo il pensiero del Cristo e cioè lo Spirito di Cristo. Questa è l’identità cristiana. Non avere lo spirito del mondo, quel modo di pensare, quel modo di giudicare… Tu puoi avere cinque lauree in teologia, ma non avere lo Spirito di Dio! Forse tu sarai un gran teologo, ma non sei un cristiano, perché non hai lo Spirito di Dio! Quello che dà autorità, quello che ti dà identità è lo Spirito Santo, l’unzione dello Spirito Santo”.
Per questo, ha detto il Papa, “il popolo non amava quei predicatori, quei dottori della legge, perché parlavano davvero di teologia, ma non arrivavano al cuore, non davano libertà”. Costoro, ha aggiunto, “non erano capaci di far in modo che il popolo trovasse la propria identità, perché non erano unti dallo Spirito Santo”:
“L’autorità di Gesù - e l’autorità del cristiano - viene proprio da questa capacità di capire le cose dello Spirito, di parlare la lingua dello Spirito. Viene da questa unzione dello Spirito Santo. E tante volte, tante volte noi troviamo fra i nostri fedeli, vecchiette semplici che forse non hanno finito le elementari, ma che ti parlano delle cose meglio di un teologo, perché hanno lo Spirito di Cristo. Quello che ha San Paolo. E tutti noi dobbiamo chiedere questo. Signore donaci l’identità cristiana, quella che Tu avevi. Donaci il Tuo Spirito. Donaci il Tuo modo di pensare, di sentire, di parlare: cioè Signore donaci l’unzione dello Spirito Santo”.

Il Papa: è lo Spirito non le lauree a dare identità a un cristiano

L’autorità del cristiano viene dallo Spirito Santo, non dalla sapienza umana o dalle lauree in teologia. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Pontefice ha quindi ribadito che l’identità cristiana è avere lo Spirito di Cristo, non lo “spirito del mondo”. Il servizio di Alessandro Gisotti:
La gente era stupita dell’insegnamento di Gesù, perché la sua parola “aveva autorità”. Papa Francesco ha preso spunto da questo passaggio del Vangelo odierno per soffermarsi proprio sulla natura dell’autorità del Signore e, conseguentemente, del cristiano. Gesù, ha constatato, “non era un predicatore comune”, perché la sua “autorità” gli viene dall’“unzione speciale dello Spirito Santo”. Gesù, ha proseguito, è “il Figlio di Dio unto e inviato” a “portare la salvezza, a portare la libertà”. E alcuni, ha annotato, “si scandalizzavano” di questo “stile di Gesù”, della sua identità e libertà:
“E noi possiamo domandarci quale sia la nostra identità di cristiani? E Paolo oggi lo dice bene. ‘Di queste cose – dice San Paolo – noi parliamo non con parole suggerite dalla sapienza umana’. La predicazione di Paolo non è perché ha fatto un corso alla Lateranense, alla Gregoriana… No, no, no! Sapienza umana, no! Bensì insegnate dallo Spirito: Paolo predicava con l’unzione dello Spirito, esprimendo cose spirituali dello Spirito in termini spirituali. Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: l’uomo da solo non può capire questo!”
E per questo, ha ripreso, “se noi cristiani non capiamo bene le cose dello Spirito, non diamo e non offriamo una testimonianza, non abbiamo identità”. Per loro, ha proseguito, “queste cose dello Spirito sono follia, non sono capaci di intenderle”. L’uomo mosso dallo Spirito, invece, “giudica ogni cosa: è libero, senza poter essere giudicato da nessuno”:
“Ora, noi abbiamo il pensiero del Cristo e cioè lo Spirito di Cristo. Questa è l’identità cristiana. Non avere lo spirito del mondo, quel modo di pensare, quel modo di giudicare… Tu puoi avere cinque lauree in teologia, ma non avere lo Spirito di Dio! Forse tu sarai un gran teologo, ma non sei un cristiano, perché non hai lo Spirito di Dio! Quello che dà autorità, quello che ti dà identità è lo Spirito Santo, l’unzione dello Spirito Santo”.
Per questo, ha detto il Papa, “il popolo non amava quei predicatori, quei dottori della legge, perché parlavano davvero di teologia, ma non arrivavano al cuore, non davano libertà”. Costoro, ha aggiunto, “non erano capaci di far in modo che il popolo trovasse la propria identità, perché non erano unti dallo Spirito Santo”:
“L’autorità di Gesù - e l’autorità del cristiano - viene proprio da questa capacità di capire le cose dello Spirito, di parlare la lingua dello Spirito. Viene da questa unzione dello Spirito Santo. E tante volte, tante volte noi troviamo fra i nostri fedeli, vecchiette semplici che forse non hanno finito le elementari, ma che ti parlano delle cose meglio di un teologo, perché hanno lo Spirito di Cristo. Quello che ha San Paolo. E tutti noi dobbiamo chiedere questo. Signore donaci l’identità cristiana, quella che Tu avevi. Donaci il Tuo Spirito. Donaci il Tuo modo di pensare, di sentire, di parlare: cioè Signore donaci l’unzione dello Spirito Santo”.

Aforisma di martedì 2 settembre 2014


“Quando finirà questo ritorno alla barbarie? E l'uomo quando riuscirà a ritrovare sé stesso? Diamoci rispetto l'uno all'altro prima che diventi troppo tardi per restituire un senso alla pace...”
Ferny Max, tratto da “Riflessioni sulla Vita & la Storia
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Pareluìs (saluto mattutino armeno) da Sapienza antica sempre attuale: "Lo (a) sconosciuto (a): un amico (a) che ancora non si conosce”.

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Don Carlo

lunedì 1 settembre 2014

«I nostri peccati sono luogo di incontro con Gesù»


Torna in gran forma Francesco nella Casa Santa Marta, dopo la lunga pausa estiva. Con la sua semplice profondità velata da un pizzico di ironia, il Papa riprende il lavoro di riassetto e pulizia delle coscienze dei cristiani svolto quotidianamente dall’altare della Cappellina.
Oggi, al centro della sua riflessione c’è l’annuncio del Vangelo: un’azione essenziale per chiunque si dica cristiano, che prevede tuttavia alcune precise modalità di applicazione. Anzitutto – afferma il Santo Padre, commentando le letture del giorno - non si annuncia il Vangelo per convincere con parole sapienti ma si annuncia con umiltà.
Lo spiega benissimo San Paolo ricordando ai Corinzi che il suo “stile” di proclamazione della Parola di Dio non è basato su discorsi persuasivi dettati dalla sapienza o dall’intelletto. L’Apostolo – ricorda Francesco – infatti dice: “Ma, io non sono andato da voi per convincervi con argomenti, con parole, anche con belle figure … No. Io sono andato in altro modo, con un altro stile. Sono andato sulla manifestazione dello Spirito e della Sua potenza. Perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio”.
La Parola di Dio, dunque, “è una cosa diversa” – rimarca il Santo Padre - una cosa che “non è uguale a una parola umana, a una parola sapiente, a una parola scientifica, a una parola filosofica … no: è un’altra cosa. Viene in un altro modo”. Viene, cioè, da Gesù stesso e solo chi ha un cuore aperto la accoglie.
Esempio lampante di questa riflessione è l’episodio narrato dal Vangelo di Luca di oggi, dove Gesù commenta le Scritture nella Sinagoga di Nazareth. I suoi conterranei – spiega il Pontefice - inizialmente, lo ammirano per le sue parole ma poi s’infuriano e cercano addirittura di ucciderlo. Passano quindi “da una parte all’altra”, proprio “perché la Parola di Dio è una cosa diversa rispetto alla parola umana”.
E proprio perché “la Parola di Dio è Gesù stesso”, essa “è motivo di scandalo”. Perché Gesù scandalizza. La Croce di Cristo scandalizza. Eppure è proprio quella “la forza della Parola di Dio”, afferma Bergoglio, “Gesù Cristo, il Signore”.
Quindi, parafrasando, se vogliamo ricevere Gesù Cristo dobbiamo andarlo a cercare nel Vangelo. “La Chiesa ci dice che Gesù è presente nella Scrittura, nella Sua Parola”, sottolinea il Papa. Non a caso – e l’invito è ormai divenuto pressante – “è importante leggere durante la giornata un passo del Vangelo”. Ma non “per imparare” una lezioncina, attenzione; bensì “per trovare Gesù, perché Gesù è proprio nella Sua Parola, nel Suo Vangelo. Ogni volta che io leggo il Vangelo, trovo Gesù”.
Tuttavia, precisa il Santo Padre, non basta solo sfogliare quattro pagine per ricevere il Signore: è necessario anche porsi davanti alla Parola di Dio “con il cuore aperto, con il cuore umile, con lo spirito delle Beatitudini”. Perché Gesù è venuto così: “in umiltà”, “in povertà”, Egli “è venuto con l’unzione dello Spirito Santo”.
“Lui è forza – aggiunge il Pontefice - è Parola di Dio perché è unto dallo Spirito Santo. Anche noi, se vogliamo ascoltare e ricevere la Parola di Dio, dobbiamo pregare lo Spirito Santo e chiedere questa unzione del cuore, che è l’unzione delle Beatitudini. Un cuore come è il cuore delle Beatitudini”:
Allora, in questo primo giorno di settembre, ci farà bene - conclude il Papa - domandarci: “Ma, come ricevo, io, la Parola di Dio? Come una cosa interessante? ‘Ah, il prete oggi ha predicato questo … ma che interessante! Che saggio, questo prete!’. O la ricevo così, semplicemente perché è Gesù vivo, la Sua Parola?”.
E ancora: “Sono capace (attenti alla domanda!) di comprare un piccolo Vangelo (costa poco, eh?) e portarlo in tasca, portarlo in borsa e quando posso, durante la giornata, leggere un passo, per trovare Gesù lì?”.

Aforisma di lunedì 1 settembre 2014

Nuova "testata": Non più "Kaliméra”, ma “Pareluìs" = "Buona /bella luce" : Nuova edizione con un aforisma forse già citato, ma va rimarcato, di Shakespeare (La Tempesta): "Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni".

Don Carlo
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"Gesù ci ha resi tutti diversi per vivere in armonia, come in un grande puzzle, ognuno come modello unico, con una sua forma e compito, per formare poi, tutti insieme, un bellissimo dipinto, quello della Vita".
Mena, madre di un bambino con la sindrome di Down